Nasce a Valenza la Fondazione Mani Intelligenti: il futuro dei gioielli artigianali made in Italy

Alessia Crivelli e il futuro dei gioielli artigianali made in italy: “Con la Fondazione Mani Intelligenti di Valenza trasmetteremo sapere e passione agli orafi di domani”

Mani intelligenti è la fondazione creata da 14 aziende di Valenza, leader nella creazione di gioielli artigianali, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di orafi. Alessia Crivelli, marketing manager di Crivelli Gioielli, ci racconta il progetto.

Quattordici eccellenze italiane specializzate nella creazione di gioielli artigianali si sono unite per formare una nuova generazione di orafi. E per assicurare al distretto di Valenza un futuro brillante tanto quanto il presente, che lo vede come polo di eccellenza del gioiello made in Italy, con un fatturato che non conosce flessioni ed anzi, è in costante crescita.

Insomma, 14 grandi aziende dello stesso settore, che hanno gli stessi bisogni, collaborano per soddisfarli. E già questa è una notizia.

Si è vero, siamo concorrenti. Ma lo siamo nel vero senso della parola in questo caso ‘con-correnti’, nel senso che corriamo insieme, verso un unico obiettivo.”

A spiegarci la Fondazione Mani Intelligenti è Alessia Crivelli, marketing manager della Crivelli Gioielli, una delle aziende di Valenza, a cui si deve la sua creazione.

Un’iniziativa che punta a formare gli orafi di domani, partendo dall’eccellenza di oggi.

Quali sono gli obbietti della Fondazione Mani Intelligenti di Valenza?

“Questa iniziativa conferma che tutti noi abbiamo a cuore il nostro universo produttivo, quello dei gioielli artigianali, e vogliamo trasmettere alle nuove generazioni innanzitutto la passione con cui facciamo il nostro lavoro. Vogliamo andare oltre l’insegnamento della tecnica trasmettendo quella linfa vitale che è alla base del successo dei nostri marchi e prodotti.”

Come attuerete questo progetto, concretamente?

“Puntiamo a formare in tre anni mille nuovi addetti per il settore orafo. Abbiamo partner importanti, a cominciare da quello istituzionale, il comune di Valenza, e da colossi privati come Intesa San Paolo.
Coinvolgeremo  le scuole superiori di Valenza, aovvero il Fo.Ral e dall’Istituto Superiore Cellini, che è una vera fucina di nuovi talenti. Crediamo molto nelle nostre scuole.”

Cos’è secondo lei, che differenzia questa iniziativa da altri progetti formativi?

“Quello che puntiamo a ottenere con questo progetto sono persone che, non solo sappiano lavorare, ma ci mettano qualcosa in più, lo facciano con le mani, la mente e  il cuore.

Ormai tanti processi sono meccanizzati, ad alto tasso tecnologico. Noi insegneremo però a questi ragazzi che per creare un gioiello, oltre alla tecnica, ci vuole qualcosa che vada ben oltre. Impareranno che la creazione di un gioiello ti tira fuori qualcosa dall’ anima. Ed è qualcosa che, nelle nostre aziende di Valenza, si respira ogni giorno.

Io punto a far amare questo lavoro alle nuove generazioni, tanto quanto lo amiamo noi e lo hanno amato i nostri padri. “

Se dovesse convincere un giovane ad entrare in questo mondo del gioiello made in Italy, cosa gli direbbe?

“Per fortuna sono già tanti i giovani interessati ad una carriera come orafi. Non credo comunque che bastino le parole. Io  semplicemente li inviterei a passare una giornata da noi in azienda a Valenza. Respirerebbero tutta la dedizione e la passione che mettiamo nel nostro lavoro e ne rimarrebbero di certo affascinati.

Farei vivere loro tutto questo: stare in mezzo a pietre e metalli, vedere con quanta abilità vengono pensati e realizzati i nostri gioielli.

L’unico modo per spiegare, è far sentire loro tutto questo, avvicinandoli a persone che questo lavoro lo fanno con amore da anni.”

Una sorta di passaggio di consegne generazionale, che è un po’ alla base dell’idea della Fondazione Mani Intelligenti di Valenza. Le vecchie generazioni ci metteranno il loro sapere, cosa vi aspettate dalle nuove?

“Vogliamo affascinare i millenial e tenere il loro passo. Questi ragazzi, sottoposti costantemente a mille stimoli diversi, viaggiano ad una velocità supersonica rispetto alle precedenti generazioni, sono in grado di miscelare al meglio le nuove tecnologie e una buona base di manualità.

Puntiamo, con la Fondazione Mani Intelligenti di Valenza, a mescolare passato e futuro, prendendo il meglio da entrambi.

Di certo, anche nel nostro settore, ci sono mutamenti. C’è un cambio generazionale e di approccio, anche tra gli acquirenti. Prima il gioiello era considerato un modo per sugellare un momento importante della vita, un qualcosa di eccezionale. Oggi invece il gioiello rientra negli outfit quotidiani.

Le donne non aspettano più che venga loro regalato, ma sanno cosa vogliono e sono acquirenti dirette. E questo accade proprio perchè i nuovi acquirenti cercano e riconoscono  il valore aggiunto. E noi siamo in grado di metterlo nei nostri gioielli artigianali made in Italy.”

E qual è questo valore aggiunto?

“Il vero valore aggiunto è che noi questo lavoro lo facciamo con il cuore. E questo si riflette sulla qualità dei nostri gioielli artigianali, sull’attenzione ai dettagli, sulla continua ricerca del meglio.

La manualità, è importantissima, è la base per realizzare dei pezzi veramente unici, ma la mano qui a Valenza, viene guidata dalla dedizione e dalla passione dei nostri orafi. Lo è oggi e vogliamo che lo sia anche domani.”

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